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Fratelli tutti, un sogno da fare insieme

“Fratelli tutti” un sogno da fare insieme. Commento all’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale (Edizioni Messaggero Padova, 2020) è il libro recensito nella rubrica “Tra le righe” di San Bonaventura informa. L’autore è fra Ugo Sartorio, teologo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, cui è stato affidato dalla nostra Facoltà il modulo introduttivo sull’enciclica di papa Francesco con il quale prenderà il via, il prossimo 5 ottobre, il corso di alta formazione “Fratelli tutti”, nelle modalità presenziale e on line.

«Si tratta di un commento della prima ora, o meglio delle prime settimane, visto che il libro è andato in libreria verso Natale, quando la recezione dell’enciclica muoveva ancora i primi passi. Con tutti i pregi e i limiti di un tempismo che ha saputo cogliere bene soprattutto le prime reazioni, forse le più forti e connotate, insieme ai consensi che sono piovuti da più parti nei confronti di un documento che avrà una lunga “storia degli effetti”. Molti hanno parlato di una vigorosa sintesi del magistero di papa Francesco, anche se è vero che non si tratta di cose già dette messe in buon ordine, quanto piuttosto di una creativa ripresa di un pensiero (aperto e incompleto, come quello del papa argentino) che cerca incessantemente strade nuove per declinare in tutti i modi possibili il vangelo della fraternità. L’autore fa notare, nella parte introduttiva, che manca la formulazione di una ecclesiologia esplicita, nel senso che della Chiesa e della comunità cristiana si parla poco e quasi unicamente nel capitolo finale, ma legge questa scelta come volontà di collocare con tutta chiarezza la Chiesa sugli orizzonti del Regno, a servizio di un’umanità carente di legami fraterni e di amicizia sociale.

Il testo ha una struttura molto semplice, nel senso che commenta, uno dopo l’altro, gli otto capitoli dell’enciclica, alcuni più lunghi e più densi e altri più brevi e finalizzati a tematiche particolari. Si passa così dalla “chiusura” dei primi due capitoli (anche il secondo riporta un racconto a dir poco inquietante, pur se a lieto fine), all’“apertura” dei capitoli tre e quattro, dove si parla di un mondo aperto e di un cuore aperto; seguono tre capitoli che tracciano percorsi di crescita e di maturazione sociale: il quinto sulla migliore politica, il sesto sul dialogo e il settimo sulla pace, sul perdono e (profeticamente) contro ogni guerra (non esiste guerra giusta) e a chiare lettere contro la pena di morte. Il capitolo ottavo legge e declina, infine, il contributo delle religioni per la costruzione di una fraternità mondiale, e qui il dialogo si fa intenso soprattutto con l’islam, a partire dal documento sulla «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune» (4 febbraio 2019) che presenta il dialogo interreligioso come esigenza sociale prima ancora che religiosa e porta, oltre alla firma del pontefice, quella del Grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb».
 


Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 23).

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