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Per una nuova presenza nel mondo

La rubrica “Tra le righe” di San Bonaventura informa propone la recensione del libro “Per una nuova presenza nel mondo – La pastorale francescana nel dibattito contemporaneo” (Edizioni Biblioteca Francescana, 2021) di fra Orlando Todisco.

«La pastorale francescana è a un tempo intellettuale e spirituale. L’Autore predilige la dimensione intellettuale, persuaso che sia la premessa ineludibile di un’autentica conversione spirituale. Egli constata che il clima culturale entro cui pensiamo, progettiamo, operiamo, è di segno conflittuale, rivendicativo, dominatorio.

Come può l’invito evangelico alla conversione mettere radici su un terreno dissodato da una ragione che ama esplorare per controllare e possedere? Da qui l’impegno del pastore francescano a incidere sul modo di pensare, sugli obiettivi da perseguire, sul senso da dare alla nostra avventura nel tempo.
Quale la via indicata? Per la Scuola francescana il primo posto compete alla volontà. Noi non siamo perché razionali, noi siamo perché voluti. È la volontà creativa di segno oblativo la stella polare. Ma come attivarla se non entrando nella logica del sistema? L’uomo è essenzialmente sistemico.
Venendo al mondo, egli si inserisce nel mondo (sistema) ritrovandosi ‘politico’ o ‘sociale’. Il suo ‘esse-in se’ si rivela un ‘esse-ad’, ovvero un insieme di relazioni, che il sapere scientifico-tecnico fortifica e rende funzionale. Le conseguenze sono ampie e problematiche, difficili da frenare, tantomeno da evitare, nonostante il grande disagio sociale. Si pensi alla crescente sostituzione degli uomini con la robotizzazione dei servizi, a minor costo e con maggiore efficienza. L’impersonalità di certe mansioni porta all’irrilevanza degli individui, chiamati a fare i conti con macchine in grado di gestire funzioni sempre più complesse.

L’impatto devastante di questo processo non disarma il pastore francescano. Egli vuole che le caratteristiche individuali continuino a essere fondamentali. Ma come se non procedendo a rivisitare la vita di lavoro, organizzandola in modo che non escluda le capacità di relazione e di creatività? A questo scopo, quale operazione occorre mettere in atto, pur nella consapevolezza che le frontiere tra macchine e uomini riducano sempre più la distanza?

Il problema è il principio che tiene insieme le relazioni che costituiscono il sistema-uomo o il sistema-mercato o il sistema-politica - solo individuando tale principio e incidendo su di esso è possibile scuotere il sistema apportando qualche modifica significativa. È su tale principio che occorre agire». (A cura della Redazione)


Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 22).

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