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Raimondo Lullo, uomo di Dio e di dialogo

Raimondo Lullo, uomo di Dio e di dialogo, è il personaggio presentato da fra Raffaele Di Muro nella sua rubrica “Santità francescana” di San Bonaventura informa. Un percorso tra figure emblematiche del mondo francescano, corredato, a ogni numero, da una bibliografia essenziale per consentire al lettore un approfondimento.

«Raimondo Lullo nasce a Palma di Maiorca (ca. 1232) nel periodo successivo alla dominazione araba in Spagna. Conduce la sua vita nello scrivere poemi e canzoni per le sue amanti, fino a quando non gli appare Cristo, circostanza che determina la sua conversione. Da questo momento si dedica esclusivamente all’amore per Dio. La sua è un’esistenza lunga e trepidante che può essere conosciuta mediante la Vita coetanea, una biografia composta da un discepolo del Lullo.

Fino all’età di trent’anni vive alla corte del re che gli dona l’onorificenza di siniscalco. In versi celebra l’amore cortese. Si lascia sedurre da questo genere di attrazione per tutta la giovinezza che ovviamente influenza tutta la sua produzione letteraria.

Questa esistenza stravagante e dissoluta ha termine grazie ad un avvenimento fondamentale per Raimondo: l’apparizione di Cristo crocifisso che si ripete per cinque volte. Da questo evento si sviluppa la sua conversione e il suo amore ha adesso un nuovo orientamento verso il Signore.

È ora Gesù colui che ama e serve sopra ogni altra realtà. Questi fatti accadono nel giugno 1261, segue una terribile lotta interiore. Dopo aver ascoltato un’omelia su san Francesco, proprio nel giorno della festa liturgica del santo, decide di vendere i suoi beni, permettendosi solo lo stretto necessario, e di dedicarsi ai pellegrinaggi.

Comprende che per diffondere l’amore e la verità appena riconosciute è importante una solida preparazione. Si reca a studiare a Parigi e poi a Mallorca per apprendere la lingua araba. Approfondisce la conoscenza delle fonti cristiane, giudaiche e islamiche. […]

Lullo è conosciuto e venerato come Doctor illuminatus. Muore nel 1316. É un personaggio poliedrico e dalla carica interiore irrefrenabile che dona un significativo contributo all’evangelizzazione dei popoli che non sono cristiani ed allo sviluppo della dimensione contemplativo-mistica che espone in termini scientifici, ma anche con il fare di colui che profondamente ama Cristo, realizzando una meravigliosa sintesi tra aspetto intellettuale ed affettivo». (R.D.M.)


Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 12).

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