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Una chiesa che vuole incontrare l’uomo

La rubrica “Tra le righe” di San Bonaventura informa ospita la recensione curata dal prof. Salvatore Sciandra del libro di fra Francesco Celestino dal titolo “Una Chiesa che vuole incontrare l’uomo. Per una vita pastorale alla luce dell’Evangelii Gaudium” (LEV, 2021).

«Con questa pubblicazione ci troviamo dinanzi alle meditazioni di un religioso che indica, dopo essersi abbeverato a fonti cristalline come l’Evangelii gaudium, i sentieri che l’uomo deve percorrere per incontrare Gesù Cristo e in Lui vivere serenamente il dono più grande ricevuto: la vita.
Il percorso indicato dall’Autore si sviluppa attraverso cinque capitoli in cui offre attente e significative riflessioni che religiosi, presbiteri e laici dovrebbero fare per incontrare davvero Dio e farsi Popolo di Dio. Non sono uno studioso di teologia, tanto meno un esperto di testi sacri, ma aver conosciuto frate Francesco come parroco, il suo modus operandi, e poi aver letto questo suo libro, fa davvero chiarezza sul suo apostolato. Chi scrive ha avuto la fortuna di vivere, nel corso della propria vita, delle esperienze davvero uniche e mi riferisco agli incontri avuti con i frati minori conventuali, ospitati nel tempo ad Amantea.

La presenza di quei frati provocò una vera e propria rivoluzione per il diverso modo di vivere il catechismo. La novità sostanziale era il luogo degli incontri che non privilegiava più soltanto le navate della chiesa, la sacrestia, lo spazio dell’oratorio, ma le campagne, la spiaggia, il quartiere, la strada, le botteghe artigiane dove maturavano le esperienze, il lavoro, i giochi e si veniva a contatto con persone vive nei luoghi in cui si svolgeva la quotidianità.

Negli anni Novanta dello stesso secolo, approdarono nel convento di San Bernardino da Siena, tre giovani frati che, con entusiasmo giovanile, scuola francescana e senso del Vangelo, cercarono di operare nel tessuto sociale di Amantea, con particolare attenzione verso i giovani, instaurando, anche in questo caso, un modo diverso di dialogare e di proporre la parola di Dio.

Dopo aver letto questo libro di p. Francesco Celestino, ho ripercorso con felice coinvolgimento le esperienze che assieme all’Associazione di promozione sociale, Piccolo teatro popolare Il Coviello, ho maturato con lui e con i frati di quella comunità francescana, lo spirito per facilitare il dialogo con Dio, creando i presupposti di un incontro non effimero.

In questa sua nuova opera, padre Francesco riesce a farci partecipi di quello spirito francescano di cui la sua persona è totalmente pervasa, ci fa percorrere, tenendoci per mano, i sentieri che conducono a Dio. Indossando il saio dell’umiltà e dell’amore, parte dalle riflessioni sul Concilio Vaticano II e su quei papi – Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco – che hanno inciso sulla sua conoscenza di uomo e di cristiano, nonché di uomo di Chiesa». (S.S.)


Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 20).

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